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ADHD e sensibilità al contesto

ADHD e autismo si sovrappongono più spesso di quanto lascino supporre le etichette separate. Entrambi poggiano su variazioni nell'elaborazione dei segnali nel cervello, e le doppie diagnosi ricorrono regolarmente. L'etichetta diagnostica dice poco sulla persona unica.
ADHD: attenzione tirata simultaneamente in più direzioni
ADHD e regolazione dell'attenzione: tutti gli stimoli competono per l'attenzione con lo stesso peso, il che rende difficile filtrare e stabilire priorità.

Negli studi di risonanza magnetica funzionale sono state trovate chiare somiglianze tra ADHD e autismo. Entrambi risalgono a differenze nell'elaborazione dei segnali nel cervello.

Sovrapposizione

Autismo e ADHD condividono anche una base genetica. Ampi studi di registro mostrano una forte associazione individuale tra i due disturbi, con un gradiente secondo il grado di parentela — il che è coerente con una predisposizione genetica condivisa. A livello genomico sono stati descritti sia loci condivisi sia loci differenzianti. Gli stessi mattoni possono, in proporzioni diverse, portare all'autismo oppure all'ADHD.

Preferenza diagnostica

Nella pratica risulta che la diagnosi di ADHD viene talvolta accettata più facilmente di quella di autismo.

Eppure in entrambi i casi si tratta di varianti nell'elaborazione dei segnali che in alcuni casi si sovrappongono fortemente.

La classificazione dice poco sulla persona unica e sui suoi punti di forza o di fragilità concreti.

Elaborazione del contesto: due vie verso lo stesso problema

Nell'autismo il nucleo sta nell'elaborazione implicita del contesto: il significato sociale e semantico di una situazione non viene costruito automaticamente. Gli stimoli vengono elaborati in modo dettagliato, ma l'integrazione in un insieme coerente procede a fatica.

Nell'ADHD il nucleo sta nella selezione e nella definizione delle priorità: quale stimolo è rilevante adesso? Il filtro contestuale non funziona tanto in modo diverso nello stile, ma è instabile nel peso — ogni segnale può sembrare ugualmente urgente.

Una distinzione sperimentale aiuta a chiarirlo:

Inoltre gioca un ruolo il sensory gating: una porta neurofisiologica precoce che determina quale informazione diventa disponibile per l'integrazione contestuale superiore. Sia nell'autismo sia nell'ADHD questa porta funziona in modo meno efficace. Il sovraccarico può così sorgere già prima che inizi l'interpretazione semantica o sociale.

Le analisi di rete mostrano che le caratteristiche di autismo e ADHD restano come costrutti relativamente separati, ma che il controllo dell'attenzione costituisce il ponte più grande tra i due. È esattamente ciò che il modello della cecità contestuale prevede: l'attenzione come filtro contestuale è lo strato di vulnerabilità comune.

Nota: Questo mostra ancora una volta il limite delle classificazioni del DSM. L'etichetta che una persona riceve può dipendere dall'interpretazione o perfino dalla preferenza, mentre i meccanismi neurocognitivi sottostanti si sovrappongono in larga misura. Il gruppo comorbido — persone con autismo e ADHD insieme — mostra inoltre un proprio profilo neurobiologico che non è semplicemente la somma delle due diagnosi separate. Questo rende le etichette diagnostiche singole ancora più limitate.

Riferimenti

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