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Autismo e cecità contestuale

L'autismo è una forma estrema di pensiero a basso contesto: stimoli, emozioni e linguaggio vengono elaborati in modo letterale e frammentato. Il termine cecità contestuale descrive il problema centrale. Ogni persona con autismo è unica — l'etichetta del DSM è uno strumento, non una spiegazione.
Intensità sensoriale: ogni dettaglio altrettanto nitido e presente
Per un pensatore a basso contesto ogni dettaglio è ugualmente presente — manca un filtraggio automatico di ciò che è rilevante in una determinata situazione.

Il termine cecità contestuale è stato sviluppato originariamente per descrivere il problema centrale dell'autismo (Peter Vermeulen, 2011). Le persone autistiche hanno spesso difficoltà a usare le informazioni di contesto nell'interpretare segnali ed eventi.

L'autismo nel DSM

Nel DSM-5 l'autismo è descritto come un disturbo con:

È importante sottolinearlo: il DSM è un sistema di classificazione, non un modello esplicativo. L'etichetta autismo descrive soltanto un insieme di comportamenti ed esperienze, ma non dice nulla sulla persona unica.

Una nota affermazione lo riassume bene: Se conosci una persona con autismo, conosci una persona con autismo.

Nota: Nella letteratura e nell'immaginario comune si citano spesso caratteristiche "tipiche" dell'autismo, come l'onestà o la schiettezza. Anche se a volte è vero, non è una regola generale. Anche le persone con autismo possono per esempio mentire — spesso come meccanismo di coping per compensare la propria cecità contestuale. Questo illustra una critica più ampia alle classificazioni del DSM: creano tipi e gruppi, ma non colgono la complessità e l'unicità della persona.

Riformulazione a partire dal pensiero contestuale

In questo progetto non vediamo l'autismo soltanto come un disturbo, ma come una variante di stile di pensiero:

Esempi di cecità contestuale nell'autismo

Spettro e sovrapposizione

L'autismo presenta sovrapposizioni con altre vulnerabilità legate al contesto:

Le otto disfunzioni di De Bruin

Colette de Bruin descrive in Dit is autisme (2017, 4a edizione 2023) otto disfunzioni dell'elaborazione delle informazioni che accompagnano l'autismo. Dal punto di vista di Context Thinking si possono leggere come otto forme di manifestazione della cecità contestuale:

Il denominatore comune: ciascuna di queste disfunzioni è comprensibile come espressione di una ridotta integrazione del contesto. Le disfunzioni sono la causa; la cecità contestuale è la conseguenza cognitiva — due descrizioni complementari dello stesso fenomeno.

De Bruin ha proposto inoltre il Cerchio dei sintomi dello spettro autistico come alternativa al modello lineare dello spettro: l'autismo non è un punto su una linea, ma un profilo multidimensionale. Vedi Il profilo multidimensionale per la trattazione completa.

Nota

Le otto disfunzioni sono un quadro pratico di De Bruin, non un modello diagnostico validato scientificamente. Fonte: Bruin, C. de & Naber, F.B.A. (2023). Dit is autisme. Van hersenwerking tot gedrag (4e druk). Doetinchem: High 5 Publishers.

Autismo e alta sensibilità: una confusione in due direzioni

Nell'assistenza la parola "altamente sensibile" viene talvolta usata al posto di — o perfino per escludere — una diagnosi di autismo: "non è autismo, è alta sensibilità". Ma non funziona così. L'alta sensibilità non è una diagnosi riconosciuta (né nel DSM-5-TR, né nell'ICD-11) e non può quindi escludere una diagnosi reale.

La confusione funziona inoltre in due direzioni. Un bambino sensibile e ad alto contesto, che reagisce fortemente all'atmosfera e alla tensione, può essere scambiato erroneamente per autistico. Greven e colleghi (2019) lo segnalano: i bambini sensibili possono ritirarsi in un ambiente pesante, e questo somiglia allora all'autismo — pur non essendolo.12

Sotto la parola popolare HSP si nascondono almeno tre schemi diversi. Uno somiglia all'autismo (sovraccarico sensoriale rapido). Uno è invece l'opposto dell'autismo (elaborazione profonda, sensibilità all'atmosfera). E uno è sensibilità che si somma a una storia personale difficile. Nessuno dei tre è una diagnosi. Leggi la trattazione completa in Alta sensibilità: una parola, tre storie.

Conclusione

L'autismo può essere compreso come una forma estrema di pensiero a basso contesto. Classificarlo come "disturbo" aiuta nella pratica assistenziale, ma non va confuso con una spiegazione né con la persona stessa. Ogni persona con autismo è unica, con punti di forza, vulnerabilità e modi propri di trattare il contesto.

Riferimenti

  1. Vermeulen, P. (2015). Context Blindness in Autism Spectrum Disorder: Not Using the Forest to See the Trees as Trees. Focus on Autism and Other Developmental Disabilities, 30(3), 182–192. doi:10.1177/1088357614528799
  2. Frith, U., & Happé, F. (1994). Autism: beyond "Theory of Mind". PubMed 8039356
  3. Happé, F., & Frith, U. (2006). The weak coherence account: detail-focused cognitive style in autism spectrum disorders. PubMed 16450045
  4. Happé, F., Briskman, J., & Frith, U. (2001). Exploring the cognitive phenotype of autism: weak central coherence in parents and siblings. PubMed 11321199
  5. Booth, R., & Happé, F. (2010). "Hunting with a knife and … fork": examining central coherence in autism, attention deficit/hyperactivity disorder, and typical development with a linguistic task. PubMed 20655060
  6. Booth, R. D. L., et al. (2016). Evidence of reduced global processing in autism spectrum disorder. PMC 5861162
  7. Nakano, T., et al. (2009). A deficit in visual temporal integration in autism spectrum disorders. PMC 2842756
  8. Happé, F., & Frith, U. (2020). Annual Research Review: Looking back to look forward – changes in the concept of autism and implications for future research. PubMed 31994188
  9. Roman-Urrestarazu, A., Yang, J. C., van Kessel, R., et al. (2022). Autism incidence and spatial analysis in more than 7 million pupils in English schools: a retrospective, longitudinal, school registry study. PubMed 36302393
  10. Järbrink, K., & Knapp, M. (2001). The economic impact of autism in Britain. PubMed 11708392
  11. Howlin, P., et al. (2004). Adult outcome for children with autism. PubMed 14982237
  12. Greven, C. U., Lionetti, F., Booth, C., Aron, E. N., Fox, E., Schendan, H. E., Pluess, M., Bruining, H., Acevedo, B., Bijttebier, P., & Homberg, J. (2019). Sensory Processing Sensitivity in the context of Environmental Sensitivity: A critical review and development of research agenda. Neuroscience & Biobehavioral Reviews, 98, 287–305. doi:10.1016/j.neubiorev.2019.01.009